Norme di manutenzione scaffalature

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PORTAPALLET  norme per la manutenzione

PORTAPALLET norme per la manutenzione delle scaffalature industriali

PORTAPALLET norme per la manutenzione delle scaffalature industriali

1. PREMESSA

Il manuale d’uso e manutenzione deve contenere le principali avvertenze per il corretto montaggio ed impiego della scaffalatura. In particolare il manuale deve chiaramente riportare:

a) la sequenza e le modalità delle operazioni di montaggio della scaffalatura;

b) le tolleranze massime ammissibili sui fuori-piombo e sui disallineamenti e le modalità di misura e controllo degli stessi durante la vita delle scaffalature;

c) l’obbligo di ricorrere a tutti i criteri per la sicurezza del personale adibito al montaggio, in accordo con le normative antinfortunistiche vigenti, ivi compreso l’uso di mezzi personali di protezione;

d) l’obbligo di mettere in opera i dispositivi di sicurezza previsti nel progetto strutturale della scaffalatura;

e) l’obbligo di esporre in posizione visibile i cartelli di portata;

f) il divieto di alterare la geometria progettata senza il consenso del fabbricante;

g) l’obbligo di sostituire gli elementi eventualmente danneggiati.

2. NORME GENERALI PER L’USO

2.1. SOVRACCARICHI

Evitare tassativamente di sovraccaricare le strutture oltre i carichi ammissibili riportati sui cartelli indicatori.
È necessario verificare che i carichi non siano superiori ai limiti indicati nel contratto d’acquisto, negli eventuali progetti redatti dall’ufficio tecnico e nei cartelli di portata.
Generalmente le portate delle strutture orizzontali (travi, ripiani, pannelli, grigliati, mensole, ecc.) fanno riferimento alla condizione “carico uniformemente distribuito”.
Carichi concentrati e/o carichi sbilanciati, d’entità numericamente inferiore a quella del limite, possono in realtà sovraccaricare le strutture.

2.2. CARICHI DINAMICI

I carichi devono essere appoggiati alle strutture, evitando manovre brusche ed azioni orizzontali non previste.

2.3. VARIAZIONI D’USO

In caso di variazioni d’uso che comportino una modifica della geometria delle scaffalature, si dovrà accertare che questa sia compatibile con la portata dei singoli elementi e del nuovo insieme.

2.4. URTI ACCIDENTALI

Evitare tassativamente urti alle strutture da parte dei mezzi di movimentazione.
In caso di danneggiamenti accidentali, vale quanto riportato al paragrafo 3.7.
In caso di ripetuti urti, si dovranno predisporre adeguate protezioni.

2.5. ISTRUZIONI AL PERSONALE

Al responsabile del magazzino devono essere fornite tutte le informazioni sulle caratteristiche tecniche delle strutture.
Le portate dei componenti delle strutture sono indicate nella conferma di vendita, nei lay-out e nei cartelli indicatori di portata forniti.
È necessario che il personale addetto sia istruito e sensibilizzato a:
– usare correttamente i mezzi di movimentazione;
– informare i responsabili preposti quando si verifichino urti accidentali alle strutture;
– informare i responsabili di qualsiasi anomalia venisse riscontrata.

2.6. IMPIANTI ACCESSORI

Sulle strutture fornite è fatto divieto di:
– effettuare saldature;
– inserire attacchi destinati al fissaggio di impianti di qualsiasi natura.
Tutto ciò dovrà essere progettualmente previsto o autorizzato per iscritto dalla ditta fornitrice.

3. NORME GENERALI PER LA MANUTENZIONE

È necessario un controllo costante e sistematico al fine di verificare l’idoneità delle strutture nel tempo.
In particolare deve essere verificata l’efficienza dei collegamenti, lo stato di conservazione dei materiali e l’assetto geometrico dell’insieme.
Il controllo è una precisa responsabilità dell’Acquirente che, secondo la tipologia dei magazzini e degli indici di rotazione delle merci, stabilirà l’esatto programma di manutenzione.
Un verbale di tutte le prove ed i controlli effettuati, dovrà essere redatto e conservato a cura dell’Acquirente e dell’Utilizzatore per i successivi controlli e confronti.

3.1. SERRAGGIO DEI BULLONI

Il controllo di serraggio dei bulloni deve essere eseguito usando chiavi dinamometriche adeguate e tarate presso laboratori abilitati.
Si adotteranno le seguenti modalità:
a) controllare tutti i bulloni relativamente al 10% delle campate, scelte in modo uniforme tra le varie zone del magazzino (le coppie di serraggio sono riportate a pagina 8);
b) se più del 5% dei bulloni misurati non fosse serrato adeguatamente, procedere controllando il 50% delle campate;
c) se più del 10% dei bulloni misurati non fosse serrato adeguatamente, procedere controllando il 100% di tutta la struttura.
d) nel controllo successivo iniziare il procedimento delle campate che non siano state esaminate precedentemente.

Il controllo va eseguito ogni 3 anni per le strutture statiche ed ogni anno per le strutture con trasloelevatori.

3.2. ARRESTO DELLE TRAVI

Controllare sistematicamente ogni 6 mesi che tutte le travi siano provviste delle apposite spine di sicurezza o dei bulloni sostitutivi.
Nel caso in cui la trave fosse parzialmente o totalmente disincastrata (cosa rilevabile dalla mancata “aderenza” del gancio della trave al montante e delle linguette del gancio che non impegnano le asole del montante), si procederà con la dovuta cautela a scaricare la casella interessata e a riagganciare correttamente la trave.

3.3. VINCOLI DI FONDAZIONE

Generalmente le strutture sono fissate a pavimento mediante tasselli ad espansione.
La coppia di serraggio degli espansori va controllata con le modalità previste per i bulloni.
La frequenza è la seguente:

Tipologie: Cadenze dei controlli
– drive – in 1 anno
– guide di contrasto 1 anno
– rimanenti strutture 2 anni

3.4. VERTICALITÀ STRUTTURALE

La verticalità delle strutture va verificata controllando i due sensi (longitudinale e trasversale) le strutture di entrambe le testate.
Le tolleranze di montaggio, riportate a pagina 10, devono essere tassativamente rispettate.

Nel caso di “fuori piombo” superiori ai limiti di cui sopra, si interverrà ripristinando la verticalità con spessori di montaggio ecc.
Il controllo va effettuato ogni 2 anni.

3.5. PARAPETTI E SCALE

Il controllo del fissaggio e dell’integrità di questi elementi, va effettuato ogni anno.

3.6. ZINCATURA E VERNICIATURA

Negli ambienti normali e chiusi, solitamente la verniciatura e la zincatura resistono per molti anni senza particolari problemi.
In ambienti corrosivi (vicinanza del mare, e/o di industrie inquinanti, ecc.) è necessario verificare lo stato di conservazione delle protezioni superficiali con particolare riguardo a: viterie, saldature, espansori.

Il frequenza del controllo può variare da 1 anno (ambienti corrosivi) a 5 anni (ambienti normali chiusi).

Si interverrà con protezioni adeguate (zincati a freddo, ritocchi).
In caso di elementi danneggiati dalla corrosione, si procederà alla sostituzione.

3.7. URTI ACCIDENTALI

Operando in spazi limitati, alcuni componenti fondamentali, quali fiancate e/o travi, possono essere urtati accidentalmente dai mezzi di movimentazione.
Generalmente nel punto dell’impatto si producono delle deformazioni permanenti più o meno estese in funzione dell’entità dell’urto.
Altre conseguenze possono essere:
– variazioni locali della forma della sezione;
– variazioni geometriche delle strutture;
– eccentricità locali e/o globali della struttura e/o di sue parti;
– tagli, incisioni, ingobbamenti e/o formazioni di spigoli vivi.
Ne consegue che si riduce la capacità portante del componente danneggiato e del relativo insieme strutturale.
Essendo impossibile stabilire una casistica esaustiva dei danni conseguiti gli urti e delle relative soluzioni da adottare, si ricorda che:
– si possono generare situazioni di pericolo per l’incolumità degli operatori;
– la responsabilità ricade sull’Acquirente e sull’Utilizzatore che dovranno sanare tempestivamente eventuali situazioni pericolose verificatesi a seguito eventi accidentali.
Le deformazioni permanenti delle strutture ed i fenomeni conseguiti agli urti sopra descritti sono facilmente rilevabili da un’ispezione visiva che consente l’immediata valutazione della gravità del danno.

È importante vigilare e sensibilizzare il personale come descritto al punto 2.5. in quanto l’evento accidentale potrebbe non essere segnalato tempestivamente da chi l’ha prodotto.
Si dovrà controllare sistematicamente l’assenza di deformazioni permanenti prodotte da urti ogni:
6 mesi per impianti di elevato indice di rotazione delle merci a magazzino;
1 anno per tutti gli altri impianti.

Si ricorda che è buona norma sostituire comunque le parti danneggiate (la struttura danneggiato deve essere scaricata adottando le dovute precauzioni al fine di operare in sicurezza).

Se gli eventi accidentali si verificano frequentemente si dovranno predisporre adeguate protezioni.

3.8. LA STRUTTURA GEOMETRICA

È assolutamente vietato alterare la geometria dell’impianto senza la preventiva autorizzazione dell’Ufficio Tecnico della MCT SCAFFALATURE S.R.L.

4. MANUALE D’USO E MANUTENZIONE DI UN IMPIANTO
PORTAPALLET

1. Elenco componenti
2. Sequenza di montaggio
3. Accessoristica
4. Fiancate bullonate

Per un giusto riferimento si fa precedere alla descrizione della sequenza di montaggio, l’elenco degli elementi che compongono la scaffalatura vera e propria.

1. ELENCO COMPONENTI

1.1. Fiancate complete di piedini di base per il fissaggio a pavimento
1.2. Travi porta pallets
1.3. Spine di sicurezza per travi
1.4. Collegamneto fiancate bifronti
1.5. Mensole con relativi perni di fissaggio
1.6. Controventature verticali e/o orizzontali (solo se previste dal progetto)

2. SEQUENZA DI MONTAGGIO

2.1. Tracciare a pavimento i rettangoli di riferimento delle scaffalature.
2.2. Verticalizzare e posizionare la prima e la seconda fiancata, ad una estremità di ciascuna scaffalatura monofronte e bifronte, collegandole fra loro con le travi porta pallets..
2.3. Fiassare a pavimento le suddette fiancate mediante tasselli ad espansione.
2.4. Verticalizzare in sequenza ciascuna fiancata collegandola alla precedente tramite le travi porta pallets.
2.5. Ripetere le operazioni di cui al punto 2.4, fino al completamento delle file relative alle scaffalature monofronti e bifronti.
2.6. Contemporaneamente ai lavori di cui al punto 2.5, inserire i distanziali per le fiancate bifronti ed irrigidire le strutture con il montaggio delle controventature verticali e/o orizzontali (solo se previste dal progetto).
2.7. Allineare e fissare a pavimento con tasselli ad espansione tutte le fiancate.
2.8. Livellare le spalle mediante spessoramento delle piastre di base nel senso trasversale.
2.9. Completare i piani inserendo le restanti travi porta pallets.
2.10. Inserire le spine di sicurezza nei fori frontali dei ganci ad incastro.
2.11. Livellare le spalle mediante spessoramento delle piastre di base nel senso longitudinale.
2.12. Serrare tutta la bulloneria e verificare il serraggio dei tasselli ad espansione.
2.13. Predisporre i cartelli di portata che dovranno essere posizionati sulle testate delle scaffalature.

3. ACCESSORISTICA

3.1. Pannelli di larghezza 100 – 200 – 300 –400 mm. Con altezza di 30 mm. e di lunghezza pari alla profondità della spalla, che inseriti sulle travi con apposita sede formano un ripiano continuo.
3.2. Travi paracadute, di lunghezza pari a quella della campata, evitano la fuoriuscita posteriormente del pallet evitandone la caduta.
3.3. Coppia rompitratta, di lunghezza pari alla profondità della fiancata che, inseriti ortogonalmente rispetti alle travi, evitano la caduta di eventuali pallets prelevati dal carrello elevatore nel senso opposto dei loro sostegni rispetto alle travi.
3.4. Telai ad “H”, composti da una coppia di rompitratta di lunghezza pari alla profondità della fiancata e da uno o più rompitratta parallelo alle travi per permettere lo stivaggio di pallet di misure inferiori alla profondità della fiancata o con pesi eccessivi per la tenuta dei loro stessi traversi.
3.5. Porta fusti, da inserire sulle travi, di lunghezza pari alla profondità della fiancata e di larghezza variabile in funzione del diametro del fusto che dovrà alloggiare.

4. FIANCATE BULLONATE

Nel caso siano impiegate spalle bullonate, è prevista una fase di assemblaggio preliminare delle stesse, prima di iniziare il montaggio vero e proprio delle scaffalature descritte la punto 2.

4.1 Materiale occorrente:
– due montanti
– due traversine
– diagonali in funzione dell’altezza dei montanti
– due distanzialini di compensazione per le traversine
– due piedini di base
– viti e dadi per il fissaggio delle traversine, delle diagonali e dei piedini.

4.2 Descrizione assemblaggio:
– inserire i piedini alla base dei montanti fissandoli con le relative viti e dadi;
– posizionare le traversine, le diagonali ed i distanzialini di compensazione, lasciando la bulloneria lenta, che dovrà essere serrata solo dopo l’avvenuto posizionamento a tutta altezza.

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